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“Super Mario Fadda” – Determinazione e voglia di non fermarsi mai

“Super Mario Fadda” – Determinazione e voglia di non fermarsi mai

Passare dall’essere un giocatore affermato ad allenatore non è per nulla scontato, l’esperienza di sicuro aiuta, ma ci vogliono doti più grandi per diventare un leader, oggi intervistiamo “super Mario Fadda”, l’anno scorso in forza come tecnico del Bonorva, squadra che l’anno scorso ha anche collezionato la soddisfazione della vittoria della coppa disciplina, migliore squadra della sardegna.

 

1.La scorsa stagione hai fatto vedere del bel calcio a Bonorva, sei riuscito a coniugare giocatori giovani e quelli esperti, togliendoti molte soddisfazioni ed ottenendo un’ottimo ottavo posto. Quali sono i tuoi piani per la prossima stagione?

Sono molto felice per la scorsa annata, effettivamente è stato un bel risultato, spero di aver trasmesso ai miei giocatori la mia passione per il calcio e le mie idee di gioco, credo molto nello spogliatoio e nel lavoro di squadra. Per il momento non ho piani per la prossima stagione, ho ricevuto alcune richieste che sto valutando ma attualmente sono un allenatore libero visto che con il Bonorva non abbiamo trovato accordo sulla programmazione della prossima stagione, sono aperto a tutte le possibilità.

2.Nella tua carriera non ti sei mai fermato, hai raggiunto traguardi veramente importanti, hai maturato esperienze invidiabili, quanto conta tutto questo nel ruolo dell’allenatore?

Nel ruolo di allenatore è sicuramente importante l’esperienza maturata da giocatore, tuttavia  è completamente diverso. Da allenatore sei solo con le tue scelte e devi prendertene la responsabilità, la responsabilità di tirare il meglio da ogni uomo, guidare la squadra e motivarla.  Da giocatore spesso non dipende tutto da te. Forse è proprio questo aspetto che mi intriga di più.

3. Tutti i tuoi colleghi ti descrivono come una delle persone più determinate che conoscono, cosa ti spinge?

Faccio della determinazione un mio credo, va’ di pari passo con la passione, se non hai quella non dovresti giocare nemmeno a carte. Uno dei fattori che mi spinge di più è il fatto di essere nato con un pallone nei piedi e senza quello è difficile stare.

4.In quale categoria ti piacerebbe allenare?

Non ho nessun tipo di preferenza per la categoria, certo, ognuno di noi spinge sempre per raggiungere il meglio possibile. Però ci vuole pazienza e tanta fortuna, che abbinata alla serietà e alla competenza possono portare a grandi soddisfazioni.

 

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